THE USUAL
BUT BETTER
The design of the 3D printed pasta
In previsione della pubblicazione del libro THE USUAL BUT BETTER. The design of the 3D printed pasta, da parte di Artisia by Barilla, Roberto Savio ne ha anticipato i temi visivi con una mostra di nove fotografie still life. Le immagini esaltano l’impiego dei nuovi formati di pasta in cucina e valorizzano la versatilità del prodotto, modellato e adattato alle esperienze gastronomiche contemporanee e future, mantenendo una connessione con le sue radici storiche e culturali.
L’esposizione, a cura di Alessandra Azzolini, responsabile anche dell’editing delle immagini del libro, è stata ospitata nello Spazio PLINIUS, nell’antico oratorio di Palazzo Bergonzi Cerati Boselli. La disposizione delle opere, tra supporti da terra, pareti e un’installazione sul tavolo, ha costruito un dialogo tra il luogo e le fotografie, tra tradizione e innovazione.
Quando9 — 12 maggio 2024
DoveSpazio PLINIUS
Strada XXII Luglio 44, Parma
CuratelaAlessandra Azzolini
Inaugurazione: 9 maggio 2024, ore 18



Le forme
della pasta
Alla manifattura alimentare è connaturata una certa dualità di concetti che sono in stretta relazione tra loro e coesistono: ad esempio, oggetto naturale e oggetto artificiale. L’argomento si inserisce in una più ampia questione ecologica e il dibattito sulla techne, affrontato in molteplici trattazioni storico-filosofiche, assume oggi un sapore nuovo e ci dice qualcosa in più sull’articolarsi del rapporto tra l’uomo, la natura e quello che nella contemporaneità viene definito design.
Artisia by Barilla, dedicata alla stampa della pasta 3D, è uno dei luoghi in cui questa meraviglia si manifesta in modo doppio: da un lato nella naturalità della materia prima — la semola, l’acqua e il sale — e dall’altro nella creatività della forma — la “nuova” pasta — attraverso l’intervento del design e della tecnologia della manifattura 3D che la trasforma.
Il progetto fotografico di Roberto Savio illumina questi piccoli capolavori di artigianato digitale di una luce calda, che ne esalta le caratteristiche: la forma tridimensionale, che fa di ogni pezzo una scultura; il colore, che varia dal giallo con cui identifichiamo idealmente la pasta, all’arancione, al verde, al blu, fino al nero, ampliando la gamma cromatica a tinte un tempo considerate non riferibili agli alimenti commestibili; la texture, che riproduce con fare mimetico le trame organiche degli oggetti biomorfi.
Dal testo critico di Alessandra Azzolini
Testo critico →
Alla manifattura alimentare è connaturata una certa dualità di concetti che sono in stretta interrelazione tra di loro e coesistono: ad esempio, oggetto naturale e oggetto artificiale. L’argomento si inserisce in una più ampia questione ecologica e il dibattito sulla techne, affrontato in molteplici trattazioni storico-filosofiche, assume oggi un sapore nuovo e ci dice qualcosa in più sull’articolarsi stesso del rapporto tra l’uomo, la natura e quello che nella contemporaneità viene definito design.
Artisia by Barilla, start up dedicata alla stampa della pasta 3D, è uno dei luoghi in cui questa meraviglia si manifesta in modo doppio: da un lato nella naturalità della materia prima (ovvero la semola, l’acqua e il sale) e dall’altro nella creatività della forma (ovvero la “nuova” pasta), attraverso l’intervento del design e della tecnologia della manifattura 3D che la trasforma.
Il focus è la forma della pasta, manufatto realizzato dall’uomo a partire dalla spiga di grano e portato in tavola per nutrire nei secoli intere popolazioni.
Il progetto fotografico di Roberto Savio illumina questi piccoli capolavori di artigianato digitale di una luce calda, che ne esalta le caratteristiche: la forma tridimensionale, che fa di ogni pezzo una scultura; il colore, che varia dal giallo con cui identifichiamo idealmente la pasta, all’arancione, al verde, al blu, fino al nero ampliando la gamma cromatica a tinte un tempo considerate non riferibili agli alimenti commestibili; la texture, che riproduce con fare mimetico le trame organiche degli oggetti biomorfi.
Nella selezione operata sull’intero corpus di circa sessanta immagini di cui è costituito il libro “THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”, si possono distinguere gli still life a fondo nero dei singoli formati di pasta, magnificati dalla rappresentazione come forme totemiche e generative con l’immagine riflessa sul piano d’appoggio, che allude al suo doppio e al rapporto tra l’oggetto e la cosa in sè. Primo tra tutti l’uovo (Ovo Artisia®), simbolo stesso della cucina e della perfezione del design, laddove il tuorlo è al centro delle sperimentazioni degli chef e degli artisti che vi riconducono l’origine di tutte le cose. Tra gli altri, il riccio di mare blu (SeaUrchin Artisia®), che a seguito di una personalizzazione richiesta dall’autore, grazie all’utilizzo della parte antiossidante dell’alga spirulina, fa sì che il colore dell’oceano si trasferisca al colore della pasta, elevando l’atto del mangiare a un atto di immaginazione e di arte totale.
Le ricette della Chef Beatrice Guzzi, fotografate su fondo bianco a quarantacinque gradi, sono paesaggi, divertissement, forme fluttuanti, frutto di un progetto di food design che ha tenuto in considerazioni vari fattori, dalla valorizzazione della materia prima all’enfatizzazione della mise en plat. Alcune immagini sono ottenute per reiterazione dello stesso oggetto, altre per composizioni più complesse, che mettono uno a parte di una moltitudine, valorizzando il singolo nel suo ecosistema di riferimento. Lo stesso formato di pasta piramidale (Vortipa Artisia®) compare sia in un bosco verde di abeti, dove i cavolfiori, il cavolo nero e i cavolini di Bruxelles sono i cespugli, sia nella simulazione dell’esistenza di una lampadina, immagine costruita a struttura centrale, metafora di un’idea dolce come un ananas maturo. Il portato immaginifico di questi piatti è forte e ci conduce in una dimensione altra, alle volte famigliare come lo è un cestino da pic-nic in primavera (Salix Artisia®), alle volte sognante come le zucche fluttuanti, ricordo di un desiderio che non finisce a mezzanotte (Pumpkin Artisia®). Le fotografie di Roberto Savio sembrano uscire dalla dimensione culinaria per ripresentarsi in un’altra. Il monocromo arancione è un’opera in cui a un certo punto l’oggetto in sè scompare, non è più pasta, è più di una pasta: The usual but better, per chiosare con il titolo.
Le fotografie di f53 Visioni sul futuro del cibo, di cui fanno parte i due scatti selezionati presenti in mostra, ritraggono i piatti della cucina quotidiana del futuro su fondo nero con impostazione zenitale. Mi piace pensare che a questo tavolo ci potremo sedere tutti, quando la rivoluzione del digitale in cucina non sarà guardata con sospetto dai sostenitori del classico, sarà per tutti e sarà l’alimento ricco di nutrienti preziosi che oggi stiamo pregustando. L’impostazione dello scatto con dischi concentrici che simulano il movimento (Wind Artisia®) è una citazione gioiosa degli anni ’60, in cui queste forme comparivano ovunque nell’interior design, dal tessile per la casa sulle tovaglie, sulle tende della cucina, alle ceramiche colorate su servizi di piatti e da tè. La pasta multicolore sembra veicolare quell’atmosfera, assorbendo tutto il colore che circuita intorno. Questo è solo un esempio della potenzialità di un oggetto che molto ha a che fare con il gusto, inteso non solo come proprietà attinente al palato, ma in senso più generale riferito ad un’epoca.
Cos’è allora il buon gusto, da sempre sinonimo di eleganza, in questo contesto? È riconoscere il valore del design del cibo nella bontà del progetto fotografico, affidato alle capacità tecniche del fotografo e, non ultima, alla sua fantasia. Come in una natura morta contemporanea, il fotografo immortala la bellezza fugace delle nuove forme della pasta.
Comunicato stampa →
LE FORME DELLA PASTA
“THE USUAL BUT BETTER: The Design of 3D Printed Pasta” Anteprima fotografica di Roberto Savio,
a cura di Alessandra Azzolini
Una selezione di immagini still life tratte dal libro in pubblicazione da parte di Artisia by Barilla sarà esposta dal 9 al 12 maggio 2024, allo Spazio Plinius, in Strada XXII Luglio, 44 a Parma in una mostra dedicata. L’inaugurazione è prevista per giovedì 9 maggio, alle 18. Un appuntamento con l’arte, la fotografia e il design
PARMA (22 aprile 2024) – In previsione della pubblicazione del libro “THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”, da parte di Artisia by Barilla, l’autore delle immagini fotografiche Roberto Savio anticipa i temi visivi con una mostra in cui sono esposte una selezione di fotografie still life che esaltano l’impiego dei nuovi formati di pasta 3D in cucina e valorizzano la versatilità del prodotto, modellato e adattato alle esigenze di experience gastronomica contemporanee e future, pur mantenendo una connessione con le sue radici storiche e culturali.
La mostra, che si terrà dal 9 al 12 maggio 2024, allo Spazio PLINIUS, in Strada XXII Luglio, 44 a Parma, è a cura di Alessandra Azzolini, responsabile anche dell’editing delle immagini del libro che magnificano le forme della pasta. Un appuntamento con l’arte, la fotografia e il design, che avverrà in concomitanza con il Cibus di Parma e il Salone del Libro di Torino. Sarà possibile vistarla nelle giornate di giovedì 9 maggio e venerdì 10 maggio dalle 18 alle 21, sabato 11 maggio dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 21, fino a domenica 12 maggio, dalle 10 alle 12.30 (ingresso libero). Negli orari di apertura sarà sempre presente anche l’autore, disponibile anche per aperture straordinarie su richiesta. L’inaugurazione è prevista per giovedì 9 maggio, alle 18.
Tra le fotografie scelte dall’intero corpus di circa settanta immagini di cui è costituito il libro,cinque in formato 50×70 cm fanno parte della serie di trenta immagini relative alle ricette dei piatti studiati e composti dalla Chef a quattro mani con il fotografo che è anche food designer; due in formato 40×50 cm esemplificano alcuni dei fantasiosi formati di pasta 3D negli still life che meglio rappresentano il prodotto e il suo design. Completeranno l’esposizione due fotografie in formato 30×30 cm appartenenti al medesimo libro e tratte dal progetto fotografico di Savio f53 Visioni sul futuro del cibo, allestite in un’installazione specifica “mise en place” sul tavolo presente nel luogo, che lascia immaginare quale potrà essere la nostra esperienza della pasta nel futuro. “Le fotografie di Roberto Savio sembrano uscire dalla dimensione culinaria per ripresentarsi in un’altra. Nell’opera a un certo punto l’oggetto in sè scompare, non è più pasta, è più di una pasta: The usual but better, per chiosare con il titolo del libro”, dice la curatrice Azzolini.
Lo spazio PLINIUS, che ospiterà la mostra, è sede delle attività professionali di Emanuela Avanzini, registrar e studiosa d’arte, situato al piano terra del Palazzo Bergonzi Cerati Boselli, costruzione di fondazione medievale, nobile residenza quattrocentesca della Famiglia Bergonzi, che ancora oggi ne conserva gli aspetti di un illustre e stratificato passato, nel centro della città di Parma. Le opere verranno allestite su eleganti supporti disposti lungo le pareti della stanza dell’antico oratorio dell’edificio del XIX-XV secolo, aperto al pubblico in questa rara occasione, che grazie a un restauro conservativo offre oggi allo spettatore l’opportunità di apprezzarne le caratteristiche architettoniche, in particolare gli affreschi a soffitto e parietali, invitando a un dialogo tra tradizione e innovazione.
Le fotografie, stampate fine art in tiratura limitata su carta fotografica e carta 100% cotone, saranno messe in vendita nelle misure esposte e in altri formati (specifiche e listino su richiesta), corredate dal certificato di autenticità firmato dall’autore.
THE USUAL BUT BETTER
the design of the 3D printed pasta
Anteprima fotografica
di Roberto Savio
a cura di Alessandra Azzolini
9-12 maggio 2024
spazio PLINIUS • Strada XXII Luglio, 44 Parma
Date
La mostra sarà allestita nella seconda settimana di maggio 2024, in concomitanza con Cibus (7-10 maggio) e Salone del Libro Torino (9-13 maggio) e in particolare nei giorni:
mercoledì 8 maggio, orario 18 – 21, soft opening su invito, riservato agli operatori del settore
giovedì 9 maggio, orario 18 – 21, vernissage
venerdì 10 maggio, orario 18 – 21
sabato 11 maggio, orario 10 – 12.30 e 16.30 – 21
domenica 12 maggio, orario 10 – 12.30
Per info:
https://robertosavio.photography/press-room#the-usual-but-better