Avere 20 anni
tra 20 anni

Roberto Savio

Il progetto fotografico Avere 20 anni tra 20 anni è orientato a rappresentare uno dei maggiori privilegi di chi vive i suoi vent’anni: immaginare il proprio futuro.

Lontano dalle narrazioni della condizione giovanile occidentale contemporanea, che potrebbero facilmente volgere verso atmosfere pessimiste, l’autore ha preferito far emergere e raccontare il sentimento intimo e positivo della speranza, che accomuna, al netto delle singole situazioni di vita, tutte le ragazze e i ragazzi di questa età, oggi e da sempre problematica, ma ricca di opportunità.

Quando24 aprile — 10 maggio 2025

DoveLaboratorio Aperto · Chiostri di San Pietro
Via Emilia San Pietro 44/C, Reggio Emilia

CuratelaAlessandra Azzolini per Analogic Friends

Fotografia Europea 2025 · Circuito OFF

Locandina ufficiale della mostra Avere 20 anni tra 20 anni
La locandina della mostra.

Quale aspetto della tua vita attuale ti rende ottimista pensando al tuo futuro?

Questo progetto fotografico coinvolge fortemente i soggetti, ritratti nella loro attualità, ma inseriti in un contesto relativo al loro futuro. Le immagini diventano testimonianza dei loro desideri, aspirazioni e volontà, rendendoli protagonisti di un pensiero positivo, ma contemporaneamente invitandoli a prendere una posizione verso se stessi. La domanda a loro posta è stata: «Quale aspetto della tua vita attuale ti rende ottimista pensando al tuo futuro?».

Nella risposta a questa domanda si concentrano molti aspetti relativi alla percezione di sé e al modo in cui ci si relaziona con se stessi, introducendo una maggiore consapevolezza dei propri sogni e un invito a valutare i propri punti di forza e le criticità, così da comprendere meglio come i timori, razionali e irrazionali, possano influenzare le proprie scelte.

Le 12 fotografie, stampate in formato 1:2, sono incorniciate e coperte da un vetro satinato, in modo che la fotografia sottostante risulti offuscata, così come, pensando al nostro futuro, la nostra immagine ci appare poco definita, senza dettagli. La struttura contenente la fotografia e il vetro, accompagnata da un breve testo, è completata da un sigillo «aprire nel 2045»: un elemento simbolico che colloca nel futuro lo svelamento dell’immagine, una sorta di capsula del tempo con cui il soggetto potrà confrontarsi: avevo immaginato giusto?

Testo critico di Alessandra Azzolini →

di Alessandra Azzolini

L’ultimo lavoro di Roberto Savio è dedicato al rapporto tra immagine, percezione e immaginazione, in un’indagine che esplora il ritratto dei ventenni di oggi, con l’intento di delineare una visione positiva del futuro attraverso la propria ricerca di identità, che è per definizione in divenire. La fotografia, da sempre medium privilegiato a cui affidare la nostra memoria, in questo caso si fa veicolo di prefigurazione, una sorta di “capsula del tempo”, come la definisce l’autore, che permette ai protagonisti di immaginarsi nel 2045.

12 opere a colori in formato 30×60 cm sono presentate in mostra, si tratta di fotografie stampate fine art su carta glossy, coperte da un vetro opaco, che le trasforma in icone sfocate, inaccessibili nella loro pienezza, proprio come il futuro. Questo gesto artistico sottolinea l’incertezza del tempo a venire, ma al contempo incoraggia lo spettatore a superare la barriera visiva, per interrogarsi su quale sforzo immaginativo comporti proiettarsi in avanti, oltre il proprio tempo. Senza la fiducia nel futuro, l’operazione è impossibile. Nell’immagine, che richiede al fruitore di allontanarsi e di avvicinarsi come di fronte a una grande opera, per fissarla quanto più possibile secondo il processo fisiologico di accomodazione ottica che consente la messa a fuoco, si colgono le suggestioni percettive: vivaci macchie di colore lungo un viale, atmosfere diurne luminose e vaghe atmosfere notturne, i bagliori del sole tra i rami di un bosco, le volte auree di un’architettura, la presenza di elementi che trasportano il soggetto in un altrove a volte lontanissimo. Al fotografo va il grande merito di essersi messo in ascolto degli adulti di domani, di aver dato voce ai loro desiderata, nel definire lo stile e l’ambientazione in cui comparire in questo ritratto che ricorderanno per sempre e che, in qualche modo, si fa archetipico.

Avere 20 anni tra 20 anni è un progetto che, nella sua apparente immediatezza, nasconde una complessità filosofica, dichiarata dalla scritta “Aprire nel 2045”, che sigilla idealmente il quadro e fa parte essa stessa dell’opera. Questo intervento lo avvicina a molte esperienze dell’arte contemporanea, che colgono il soggetto nella sua impermanenza fisica, psicologica ed esistenziale, e utilizzano lo sfocato e lo sfaldarsi della figura umana come metafora della distanza e della natura enigmatica dell’immagine stessa.

L’uso della fotografia come indagine predittiva del futuro è supportata anche dall’AI, usata nella composizione fotografica per le ambientazioni, e rappresenta un contributo originale nel panorama della fotografia contemporanea, capace di coniugare estetica e riflessione concettuale in un’opera che non solo documenta, ma soprattutto ispira, infonde fiducia e da forma a qualcosa – un mondo – che ancora non esiste.

È confortante osservare nelle parole dei soggetti che accompagnano le fotografie in mostra come la sensibilità sia considerata in vari modi un valore per tutti, non una debolezza, come accade spesso nel senso comune contemporaneo, ma una forza poetica (da Póiesis, nella definizione platonica) capace di plasmare giorno dopo giorno l’ambiente circostante, per un domani più umano e conforme al proprio modo di essere, di sentire e di abitare il mondo.

Comunicato stampa →

Avere vent’anni tra vent’anni:
il progetto fotografico di Roberto Savio,
a cura di Alessandra Azzolini

L’iniziativa che ha coinvolto 12 ventenni è ospitata all’interno del Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, dal 24 aprile al 10 maggio, nel circuito OFF di Fotografia Europea 2025. Con il contributo di Laminati Cavanna, CPR Centro Parmense Riabilitativo, Dental Salus, Il Restauro di Ilenia Nicoli, Montecolino divisione Topcolor, Fowa, Polaroid e Lumix, in collaborazione con Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro e Analogic Friends.

REGGIO EMILIA (22 APRILE 2025) – “Quale aspetto della tua vita attuale ti rende ottimista pensando al tuo futuro?”, è la domanda che è stata posta dal fotografo ai dodici ventenni coinvolti: Ada (24 anni), Alessandro (24 anni), Alice (28 anni), Alvaro (24 anni), Filippo (22 anni), Giampaolo (27 anni), Leonardo (24 anni), Lucia (24 anni), Martina (26 anni), Matteo (22 anni), Valentina (26 anni) e Veronica (20 anni).

Avere vent’anni tra vent’anni è il titolo del progetto fotografico di Roberto Savio, a cura di Alessandra Azzolini, orientato a rappresentare uno dei maggiori privilegi di chi vive i suoi vent’anni: immaginare il proprio futuro. Lontano dalle narrazioni della condizione giovanile occidentale contemporanea a cui spesso siamo abituati, l’autore fa emergere il sentimento intimo e positivo della speranza, che accomuna tutte le ragazze e tutti i ragazzi di questa età ricca di opportunità. L’ultimo lavoro di Roberto Savio è dedicato al rapporto tra immagine, percezione e immaginazione, in un’indagine che esplora i ritratti dei ventenni di oggi, presentati in occasione della XX Edizione di Fotografia Europea 2025, dal titolo Avere vent’anni, nel circuito OFF, dal 24 aprile al 10 maggio, all’interno del Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, in via Emilia San Pietro, 44c, a Reggio Emilia.

L’esposizione è aperta da lunedì a sabato, dalle 10 alle 19 (chiuso la domenica), a ingresso gratuito. La fotografia, da sempre medium privilegiato a cui affidare la nostra memoria, in questo progetto si fa veicolo di prefigurazione, una sorta di “capsula del tempo”, come la definisce l’autore, che permette ai protagonisti di immaginarsi nel 2045.

Il progetto è realizzato con il contributo di Laminati Cavanna, CPR Centro Parmense Riabilitativo, Dental Salus, Il Restauro di Ilenia Nicoli, Montecolino divisione Topcolor, Fowa, Polaroid e Lumix, incollaborazione con Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro e Analogic Friends.

12 opere a colori in formato 30×60 cm sono presentate in mostra, si tratta di fotografie stampate fine art su carta glossy, coperte da un vetro opaco, che le trasforma in icone sfocate, inaccessibili nella loro pienezza, proprio come il futuro. Il gesto artistico ideato dal fotografo sottolinea l’incertezza del tempo a venire, ma al contempo incoraggia lo spettatore a superare la barriera visiva, per proiettarsi in avanti, oltre il proprio tempo. L’immagine richiede di allontanarsi e di avvicinarsi come di fronte a una grande opera, per fissarla quanto più possibile secondo il processo fisiologico di accomodazione ottica, che consente la messa a fuoco.

Avere 20 anni tra 20 anni è un progetto che, nella sua apparente immediatezza, nasconde una complessità filosofica dichiarata dalla scritta Aprire nel 2045, che sigilla idealmente il quadro e fa parte essa stessa dell’opera. “Questo intervento lo avvicina a molte esperienze dell’arte contemporanea, che colgono il soggetto nella sua impermanenza fisica, psicologica ed esistenziale, e utilizzano lo sfocato e lo sfaldarsi della figura umana come metafora della distanza e della natura enigmatica dell’immagine stessa – dice Azzolini – Al fotografo va il grande merito di essersi messo in ascolto dei giovani adulti, di aver dato voce ai loro desiderata, nel definire lo stile e l’ambientazione in cui comparire in questo ritratto che ricorderanno per sempre”.

L’uso della fotografia come indagine predittiva del futuro è supportata anche dall’AI, usata nella composizione fotografica per la generazione delle ambientazioni, e rappresenta un contributo originale nel panorama della fotografia contemporanea, capace di coniugare estetica e riflessione concettuale in un’opera che non solo documenta, ma soprattutto ispira, infonde fiducia e da forma a qualcosa – un mondo – che ancora non esiste.

Per informazioni: https://www.robertosavio.photography/press_room/ – www.analogicfriends.com

Biografia del fotografo Roberto Savio

Roberto Savio è un fotografo professionista e direttore creativo, con un’esperienza che spazia dalla comunicazione pubblicitaria alla fotografia artistica e commerciale. Nato a Genova, nel 1961, inizia la sua carriera nel settore della comunicazione aziendale, dove sviluppa competenze nell’ambito di campagne strategiche e di progetti multimediali. La fotografia è sempre stata il suo motore creativo. Dal 2009 la sua attività si concentra nel settore food creando strategie e contenuti fotografici per campagne di comunicazione, pubblicazioni internazionali e prodotti editoriali. Parallelamente, porta avanti ricerche artistiche in diversi ambiti, esplorando il rapporto tra materia, ambiente e trasformazione attraverso il food design. Le sue opere sono state premiate in concorsi prestigiosi come il Communication Arts Photography Annual e il Pink Lady Food Photographer of the Year, ed esposte in luoghi iconici come il Louvre e The Mall Galleries di Londra. Per Fotografia Europea, ha esposto nel 2015 il progetto dedicato al mercato Contadino di Piazza Fontanesi a Reggio Emilia e nel 2023 il progetto f53 Visioni sul futuro del cibo, al Teatro Sociale di Luzzara, in collaborazione con il Centro Culturale Zavattini. È ideatore dell’iniziativa culturale, curatoriale e produttiva Analogic Friends, nata per valorizzare gli apparecchi fotografici e per diffondere l’interesse sulla fotografia analogica. Insegna fotografia presso scuole e accademie, condividendo la sua esperienza con nuovi talenti.

A cura di
Alessandra Azzolini per Analogic Friends

Periodo
24 aprile – 10 maggio 2025

Luogo
Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, Via Emilia San Pietro 44/C Reggio Emilia

Orario
dalle 10.00 alle 19.00 aperto il week end inaugurale (24-25-26-27 aprile), chiuso le domeniche

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Rassegna stampa →

Crediti

Con il contributo di:
Laminati Cavanna, CPR Centro Parmense Riabilitativo, Dental Salus, Il Restauro di Ilenia Nicoli, Montecolino divisione Topcolor, Fowa, Polaroid e Lumix.

In collaborazione con:
Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro e Analogic Friends.